Il sovraindebitamento è una situazione di grande interesse per i privati o le piccole imprese: consiste nella difficoltà di questi soggetti nel riuscire a pagare i propri debiti, che arrivano ad essere molto elevati rispetto alla reale disponibilità economica.
Parliamo di privati o piccole imprese in quanto, a differenza di un’azienda, non sarà possibile dichiararne il fallimento: i debiti possono essere pagati soltanto con il proprio patrimonio. Possiamo identificare due casi in cui il soggetto potrà essere considerato sovraindebitato:
Il tema del sovraindebitamento è stato introdotto nel nostro sistema giuridico con una legge che ha preso ispirazione dal modo in cui l’argomento era affrontato già da tempo nel resto d’Europa.
di composizione delle crisi da sovraindebitamento” è quella di permettere a un soggetto sovraindebitato di avere una via d’uscita, quello che in Inghilterra chiamano Fresh Start, mediante la cancellazione del debito che non potrà essere pagato.
L’esdebitazione però avrà carattere solo parziale e sarà calcolata tenendo conto delle possibilità effettive del debitore e dei diritti dei creditori. Sicuramente sapere che esiste un modo per uscirne senza passare tutta la propria vita sommersi dai debiti è un importante punto di forza per i soggetti che rischiano il sovraindebitamento.
Il legislatore ha elaborato questa normativa in modo da poter venire incontro ai debitori in buona fede: per questa ragione, tra i requisiti per accedere alle procedure di sovraindebitamento troviamo l’assenza di atti di frode posti in essere nei confronti dei creditori.
Ulteriore requisito è la non fallibilità del soggetto. Nello specifico, la normativa si rivolge a tutti i consumatori (soggetti senza partita IVA), piccole imprese, professionisti iscritti agli albi, imprese agricole indipendentemente dalla dimensione, enti no profit (es. ONLUS) e start up.
Ultimo requisito, ovviamente, lo stato di sovraindebitamento.
Problemi finanziari: il sovraindebitamento è spesso causato da problemi finanziari, come perdita del lavoro, riduzione del reddito o aumento dei costi. Quando le persone non sono in grado di pagare le bollette o fare fronte alle spese quotidiane, possono finire per indebitarsi.
Cattiva gestione del denaro: alcune persone possono finire in una situazione di sovraindebitamento a causa di una cattiva gestione del denaro. Ciò può includere la mancanza di un budget, una scarsa pianificazione finanziaria o la tendenza a vivere al di sopra delle proprie possibilità.
Malattia o incidenti: le spese mediche possono essere costose e, se una persona si ammala gravemente o subisce un incidente, può finire per indebitarsi per pagare le spese mediche e le terapie.
Separazione o divorzio: la separazione o il divorzio possono portare a un cambiamento drastico nella situazione finanziaria di una persona. I costi legali, i cambiamenti nel reddito e la spartizione dei beni possono tutti contribuire a una situazione di sovra-indebitamento.
Comportamento fraudolento: in alcuni casi, la causa del sovra-indebitamento può essere attribuita a comportamenti fraudolenti, come frode, truffa o furto di identità. Questi comportamenti possono portare a un accumulo di debiti che la persona non ha intenzione o capacità di pagare.
Al momento, vi sono quattro diverse strade che possono essere percorse dal soggetto in crisi da sovraindebitamento.
Il debitore in difficoltà può vedersi riconosciuto il diritto di pagare i propri debiti diversamente da come previsto dai contratti sottoscritti, e anche, se non ha patrimonio e redditi sufficienti, di non pagarne una parte consistente, che verrà cancellata (la cosiddetta esdebitazione del sovraindebitato). La cancellazione del debito, quando ottenuta, è definitiva.
Attraverso le procedure di sovraindebitamento è inoltre possibile:
Per ottenere questi benefici è necessario dimostrare di essere debitori “incolpevoli”: chiaramente chi avesse creato la situazione di sovraindebitamento volontariamente, per non pagare i debiti, verrebbe escluso dall’utilizzo della Legge 3 del 2012.
Ottenere i risultati sperati ed essere liberi dal mare di debiti in cui si è finiti è quindi possibile: è necessario presentare una semplice procedura concorsuale presso il proprio Tribunale di Residenza ed attendere l’approvazione di un piano commisurato al caso concreto.
Per questa ragione risulta di fondamentale importanza affidarsi ad un esperto del settore che possa verificare il modo più giusto di procedere in base alla tua situazione. Molte persone non riescono ad accedere ai vantaggi previsti dalla normativa, o ottengono molto meno di quanto avrebbero potuto, a causa della difficoltà nello sbrigare le pratiche in autonomia.
Se sei arrivato fin qui è perché probabilmente la situazione che stai attraversando non è semplice: non tutto è burocrazia e tecnicismi, dietro il sovraindebitamento sta tanta sofferenza e un peso psicologico non indifferente, su di sé e sulla propria famiglia.
Come hai visto la via d’uscita c’è, ma il primo passo è fare le scelte giuste: questo è possibile soltanto affidandosi a qualcuno che potrà accompagnarti e sostenerti in questo percorso tanto difficile quanto lungo, fino a permetterti di riappropriarti completamente della tua vita e della tua serenità.
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Sì del Tribunale di Benevento ad un Piano per l’abbattimento della totale debitoria addirittura del 64%. La decisione è del giudice Michele Cuoco, che ha omologato un piano del consumatore su proposta del gestore della crisi, Roberto Fragnito, sulla scorta della procedura prevista dalla Legge 3/12, la cosiddetta Salva suicidi.
Ad attivarla era stata una persona, assistita dall’avvocato Federica Ventorino, che da anni era oberata da un debito complessivo di circa 193mila euro. Il primo passo è stata un’istanza depositata presso la Camera di commercio di Benevento, da qui il via alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Poi, il via libera al Piano del consumatore, che prevede una falcidia della totale debitoria addirittura del 64%.
“La persona può ora ritenersi liberata dai debiti contratti e soprattutto dalle incessanti e spesso sgradevoli richieste di rientro, solleciti, telefonate ad ogni ora, pagando il residuo debito nella misura e nei tempi stabiliti. La Legge 3/12 rappresenta una nuova tipologia di concordato per comporre le crisi di liquidità del singolo debitore (anche consumatore) al quale non si possono applicare le ordinarie procedure concorsuali”.
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